venerdì 22 gennaio 2010

Ufficio stampa del Consiglio comunale RECUPERO AREA LANCIA, PRIMO OK DELLA SALA ROSSA

Via libera del Consiglio comunale alla variante urbanistica per gli ex stabilimenti Lancia di Borgo San Paolo, una superficie compresa tra le vie Monginevro, Issiglio, Caraglio e Lancia. I 56.000 metri quadrati oggetto dell’intervento saranno demoliti per un 50% per dare spazio a costruzioni e nuovi sistemi di viabilità, mentre la parte rimanente, di pregio storico-architettonico, sarà ristrutturata. Nell’area sorgeranno, tra gli altri, due nuovi edifici a torre, al massimo di 18 piani (non dovranno superare il vecchio grattacielo Lancia). Le destinazioni d’uso saranno per l’80% residenziali e per il restante 20% dedicate a terziario ed imprese di piccole dimensioni. Con questa operazione, la Città di Torino incamererà cinque milioni per i diritti edificatori.
Un gruppo di cittadini, il “Comitato parco Lancia” aveva criticato il provvedimento, esprimendo timori su viabilità e parcheggi, oltre che su di un eventuale centro commerciale.
Il voto in aula è stato preceduto da un dibattito aperto dall’illustrazione del provvedimento da parte di Mario Viano (assessore all’Urbanistica): “Questa variante al Piano regolatore classifica l’area ex Lancia come “Ambito di riordino”, riconoscendo la presenza di manufatti architettonici di pregio e di valore storico che dovranno essere conservati almeno per il 50%, pur con le necessarie trasformazioni d’uso. Tra ciò che verrà conservato e le nuove realizzazioni ci sarà un incremento delle superfici edificate ma si otterrà la tutela di elementi di elevato valore storico e documentario. Su questo c’è stata ampia discussione, anche con un comitato di cittadini, e questa dialettica ha anche prodotto alcuni aggiustamenti al provvedimento”.
Maria Teresa Silvestrini (PRC): “La riqualificazione dell’area ex Lancia è necessaria ed è positivo che si conservino il 50% delle strutture architettoniche esistenti, ma riteniamo che nelle scelte progettuali si sia tenuto conto, più che degli interessi della collettività, di quelli degli operatori immobiliari. L’intervento è sovradimensionato, e comporta un aumento delle capacità edificatorie ingiustificato, che garantirà un notevole introito all’operatore, a fronte di soli 2,5 milioni di euro alla Città. L’aumento del carico urbanistico sarà insostenibile per l’insufficiente dotazione di servizi, la viabilità, i parcheggi e la qualità complessiva dell’ambiente”.
Piera Levi-Montalcini (PD): “E’ trascorso più di un anno dall’approvazione in Giunta della proposta di deliberazione e il suo approdo in Sala Rossa. Avrei voluto che la Commissione Urbanistica, che ha dibattuto approfonditamente la questione effettuando anche un sopralluogo, fosse resa più partecipe delle decisioni, ed anche più ascoltata dalla Giunta. Questa variante al Piano Regolatore darà il via ad un insediamento di 56mila metri quadrati e 2500 abitanti, con un impatto sulla viabilità che andrà esaminato con molta cura”.
Giovanni M.Ferraris (Moderati): “Pur condividendo il progetto permangono delle perplessità che riguardano la qualità della vita della zona in questione. Una riguarda le ricadute sul traffico: anche se sono stati fatti degli studi, è un problema che non va sottovalutato. Inoltre lo sfruttamento di ogni metro quadrato messo a disposizione dall’amministrazione all’operatore incaricato di procedere all’operazione, deve essere compensata con impegni e ricadute positive sul territorio come, ad esempio, la riqualificazione di Belleville che da troppi anni vive una situazione di forte degrado”.
Mario Carossa (Lega Nord): “Questo è l’ennesimo episodio che vede l’amministrazione svendere parti della città per far cassa. Queste operazioni che chiamate di riqualificazione vanno avanti da molto tempo senza essere sostenute da un progetto generale di riordino urbano. Voi non ascoltate i cittadini che vi hanno eletto e proseguite dritti per la vostra strada”.
Roberto Ravello (AN-PdL): “Vorrei ribadire il principio secondo cui alla base di ogni operazione dell’Amministrazione deve andare verso l’interesse collettivo. Riqualificare territori degradati significa migliorare la qualità della vita. Ma in questo caso non siamo certi che la trasformazione urbana rechi reale beneficio ai cittadini. La questione sarà ancora discussa e noi siamo disponibili al dialogo ma non accettiamo né ricatti né minacce”.
Ha concluso l’assessore Viano: “Il progetto è stato costruito sulla base della tutela dell’interesse pubblico. La norma urbanistica è una tutela frutto di una lunga e nobile storia. Ogni nostra operazione è rigorosamente conforme a questa norma. I margini negoziali sono stretti e in ogni caso ispirati a un principio di equità”.
Il provvedimento è stato approvato con 28 voti a favore, 4 contrari e tre astenuti. Hanno espresso voto contrario i consiglieri di Rifondazione Comunista, mentre si è astenuto il gruppo Lega Nord. Favorevoli sindaco, PD, Gruppo misto di maggioranza, Sinistra Democratica, Moderati, Nuova sinistra per Torino, Italia dei Valori. FI-PdL, AN-PdL e UDC non hanno partecipato al voto.

Ufficio stampa del Consiglio comunale (SL-CR-AA-TDN)

Torino, 18 Gennaio 2010



Espressioni di voto Presenti per gruppo Assenti alla votazione Assenti alla seduta
FAVOREVOLI
- CALGARO MARCO
- CASSIANI LUCA
- CENTILLO MARIA LUCIA
- CERUTTI MONICA
- CHIAMPARINO SERGIO
- CUGUSI VINCENZO
- CUNTRÒ GIOACCHINO
- CUTULI SALVATORE
- FERRARIS GIOVANNI MARIA
- GALLO DOMENICO
- GALLO STEFANO
- GANDOLFO SALVATORE
- GENISIO DOMENICA
- GENTILE LORENZO
- GIORGIS ANDREA
- GRIMALDI MARCO
- LAVOLTA ENZO
- LEVI MONTALCINI PIERA
- LO RUSSO STEFANO
- MAURO MASSIMO
- OLMEO GAVINO
- PETRARULO RAFFAELE
- RATTAZZI GIULIO CESARE
- SALINAS FRANCESCO
- TEDESCO GIULIANA
- TROIANO DARIO
- TROMBINI CLAUDIO
- ZANOLINI CARLO

CONTRARI- CASSANO LUCA
- CASTRONOVO GIUSEPPE
- FERRANTE ANTONIO
- SILVESTRINI MARIA TERESA

ASTENUTI- ANGELERI ANTONELLO
- CAROSSA MARIO
- SALTI TIZIANA

NON PARTECIPANTI
- GALASSO ENNIO LUCIO
- RAVELLO ROBERTO SERGIO
- VENTRIGLIA FERDINANDO

sabato 16 gennaio 2010

IL RICATTO ALLA CITTA' DELLA GEFIM

Torino 18 gennaio 2010 Ai Consiglieri Comunali

Oggi il Consiglio Comunale approverà il PR.IN dell’area Lancia presentato dalla Soc. ZeroCinque (leggi Gefim S.p.a).
Sebbene il Comitato Parco Lancia abbia più volte evidenziato l’inopportunità di quest’operazione scellerata, condivisa solo da una cerchia ristretta di “soggetti interessati” e respinta dagli abitanti del quartiere San Paolo, l’Amministrazione Comunale, con il presumibile “silenzio assenso” dei Consiglieri di maggioranza, pare sia fermamente convinta ad andare avanti.
Nell’ultima audizione del Comitato in II Commissione l’Assessore Viano ha affermato che l’Operatore non ha accolto le richieste della Città, poiché quest’ultimo sosteneva di non poter offrire più di 2,5 milioni di Euro come oneri agiuntivi, cifra molto inferiore rispetto al valore di mercato.
Se la Città avesse continuato a chedere un contributo maggiore, ha sostenuto l’Assessore, l’Operatore non avrebbe proseguito con la trasformazione dell’immobile e “sarebbe stato un duro colpo” per l’Amministrazione comunale, sempre in cerca di “aree da valorizzare”!
Ci stupisce il modo in cui l’Assessore affronta la questione, invece di difendere gli interessi della Città e dei Cittadini promuovendo nell’interesse pubblico una riqualificazione urbana del sito, approva un programma che ha come risultato finale la valorizzazione patrimoniale (e quindi economica!) di immobili privati di proprietà della Gefim.
Forse è necessario chiarire all’Assessore la differenza tra riqulificazione e valorizzazione delle aree!
Per riqualificazione delle aree si intende quel processo di rifunzionalizzazione delle aree produttive dimesse finalizzato al miglioramento della qualità della vita negli ambiti urbani promuovendo anche lo sviluppo economico-sociale e la competitività del territorio su cui agisce.
Riguardo al tema della valorizzazione delle aree occorre distinguere se si tratta di aree pubbliche o private.
In questo periodo di crisi economica, la valorizzazione dei beni immobiliari pubblici da parte di Enti Pubblici permette alle Amministrazioni locali di rispettare le regole del patto di stabilità, liberando risorse finanziarie da utilizzare per la realizzazione di nuovi investimenti.
Se invece un’Amministrazione pubblica promuove la valorizzare di aree o immobili di proprietà privata attraverso programmi complessi come i Programmi integrati, senza alcuna giustificazione di pubblico interesse, … la situazione è più delicata.
Tali operazioni, infatti, se non supportate da un’attenta analisi economico/finanziaria dalla quale si evince chiaramente quali sono i termini e le condizioni economiche finanziarie dell’operazione e sono solo finalizzate ad incrementare il valore immobiliare dei beni ad esclusivo vantaggio dei privati, è fortemente lacunosa e facilmente attaccabile!
Nel caso di spece , dove è del tutto evidente che la promozione del PRIN è ad esclusivo vantaggio dell’Operatore privato, dovrebbe indurre ad una maggiore riflessione almeno i Consiglieri se mandare avanti o no il programma così come proposto, tenuto conto che l’approvazione non è più motivata da chiusure di bilancio.
Visto che la trattativa con il soggetto privato si è trasformata in una sorta di “ricatto” dell’Operatore nei confronti dell’Amministrazione comunale, “prendere o lasciare”, ci chiediamo quali sono i motivi che inducono l’Amministrazione a portare avanti il progetto alle condizione imposte dall’Operatore, con il serio rischio di attirare l’attenzione di qualche Magistrato e/o della Corte dei Conti per una verifica del caso!

IL COMITATO
PARCO LANCIA

domenica 3 gennaio 2010

LE STRUTTURE A PARCHEGGIO DESERTE DI BORGO SAN PAOLO


L’articolo apparso oggi su La Stampa è la riprova che in questa Città siamo governati da politici che nelle scelte strategiche delle politiche di governo del territorio, hanno ormai come unici interlocutori i grandi Operatori economici, anziché i Cittadini.
Nell’audizione dell’11 novembre 2009 in II Commissione Consiliare, durante la fase di discussione del PRIN Lancia, il Comitato Parco Lancia aveva denunciato la presenza nel quartiere San Paolo di strutture attrezzate a parcheggi pubblici a pagamento, regolarmente disertate dai Cittadini.
Il Comitato aveva contestato la proposta dell’Operatore, accolta dai ns. “lungimiranti Amministratori”, di cedere alla Città l’autorimessa esistente (500 posti auto) nell’ambito ATS 8ag Limone in Piazza Chiribini e l’autorimessa interrata (180 posti auto) da destinare a parcheggi pubblici a pagamento gestiti dalla Città.
Tale offerta era (e rimane) a ns. avviso molto discutibile in quanto, in questo modo, la Città consente all’Operatore di assolvere gli standard di servizi richiesti nella trasformazione risparmiando sui costi di demolizione e bonifica del fabbricato, facendo ricadere sulla Città (e quindi sui Cittadini!) i costi di gestione delle due strutture che saranno funzionali alle nuove attività terziarie e commerciali che si andranno a insediare!
Lo scarso utilizzo del parcheggio interrato di 200 posti auto costruito nel 1998 nell’ambito di trasformazione Gardino dalla Soc. Gefim S.p.A., aveva in qualche modo attirato la ns. attenzione su questo tema ed aveva alimentato le nostre perplessità di Cittadini residenti nel quartiere, in merito ad una operazione condotta con queste modalità che si è rilevata fallimentare!
Infatti, alla fine degli anni 90, per consentire all’Operatore di realizzare tutte le capacità edificatorie sviluppate nella ZUT ambito 8.14 Gardino, la Città, senza alcuna verifica in merito, la Città aveva concesso all’Operatore la possibilità di realizzare la struttura di un parcheggio pubblico interrato di 208 posti auto (senza attrazzature tecnologiche!).
L’Autorimessa, una volta realizzata e ceduta alla Città, è rimasta inutilizzata e abbandonata per tanti anni.
Solo recentemente, attraverso la GTT e l’investimento di risorse pubbliche per renderla operativa, l’autorimessa è parzialmente utilizzata a parcheggio riservato ai soli abbonati, in locazione.
Pertanto, anche se la superficie è stata computata come Servizi pubblici, oggi, di fatto, è un parcheggio pertinenziale, .. di proprietà pubblica, … con una percentuale di occupazione pari, se non inferiore, a quella denunciata dal Consigliere Goffi su La Stampa!
E’ del tutto evidente che questo tipo di operazioni sono molto vantaggiose per gli Operatore (interlocutori privilegiati dai ns. cari Amministratori!), ma fallimentari per la Città (e quindi per i Cittadini)!
Per evitare l’ennesimo fiasco, poiché la Citta’ non intende “lucrare” sulla gestione dei parcheggi e poiché la loro gestione, affidata a GTT, potrebbe rivelarsi “fallimentare” come quella del parcheggio Gardino, il Comitato aveva proposto di far assumere all’Operatore tale rischio? …..
Come?
……..prevedendo che rimangano di proprieta’ dell’Operatore, che li dovra’ assoggettare all’uso pubblico a prezzi convenzionati con la Citta’ e vincolando l’agibilita’ delle attivita’ eurotorino/aspi alla funzionalita’ dei parcheggi!

In II Commissione siamo stati ascoltati e abbiamo riferito quanto sopra all’Assessore Viano, ai Consiglieri membri della Commissione, che ci hanno anche fatto i complimenti per come abbiamo argomentato le nostre osservazioni, non hanno contestato alcun dato, … ci hanno promesso di valutare attentamente le nostre richieste (?
Peccato che il 21 dicembre 2009, per non far torto “all’interlocutore privilegiato” e senza tenere minimamente conto delle richieste dei Cittadini! ..i nostri lungimiranti Amministratori hanno liberato per il Consiglio la Proposta di PRIN Lancia .. con le modalità stabilite d’intesa con “l’interlocutore”, e nella piena consapevolezza che la gestione di questi nuovi parcheggi previsti in progetto sarà un NUOVO FIASCO!

Rosario Lo Mauro
Comitato Parco Lancia

CITTA' IN SVENDITA PER FAR QUADRARE I CONTI

QUARTIERE A RISCHIO COLLASSO